Titolo originale: Awakenings Regista: Penny Marshall Data: 1990
 | | Titolo: | Risvegli | | Titolo originale: | Awakenings | | Anno: | 1990 | | Regia di: | Penny Marshall/td> | | Nazionalità: | U.S.A. | | Durata: | 121 | | | | | Sceneggiatura: | Steven Zaillian | | Fotografia: | Miroslaw Ondricek | | Effetti: | F | | Musiche: | Randi Newman | | Contatti: | | | | | Cast: | Robert De Niro, Robin Williams, John Heard, Max Von Sidow, Judith Malina, Penelope Ann Miller | | | | | Indirizzo sito ufficiale : | | | Note/Curiosità: | Disponibile anche in | Tratto dall'omonimo romanzo autobiografico di Oliver Sacks, Risvegli è la storia romanzata e romanzesca dell'esperienza clinica di un medico ricercatore (Robin Williams). L'azione del film ha luogo al Bainbridge Hospital nel Bronx, dove l'introverso ma geniale dottor Sayer, privo di esperienza clinica, si trova a dover affrontare il ruolo di terapeuta di esseri umani. Inizialmente a disagio nel nuovo ospedale, egli è subito attratto da decine di pazienti colpiti in gioventù da encefalite letargica e dati per incurabili. Sayer però è convinto che non tutto in loro sia morto e, incoraggiato dalla capo infermiera Eleanor, decide di cimentarsi in un'impresa giudicata più grande di lui: risvegliare questi morti viventi, dimostrando che essi conservano una personalità e una dignità umana. Grazie alla somministrazione di uno speciale farmaco, il L-Dopa, e soprattutto alla sua tenacia e al suo calore umano il dottore riesce a creare un elisir dai risultati sorprendenti. Il primo a beneficiarne è il quarantenne Leonard Lowe (interpretato da Robert De Niro) che, ridotto a statua umana da oltre trentanni, comincia a muoversi ed a parlare con progressiva, incalzante normalità. Il suo cervello si riattiva ed il suo organismo sembra biologicamente efficiente, ma emerge in lui una scollatura psicologica tra passato e presente, uno iato tra tempo e spazio. Anche per gli altri pazienti il ritorno alla vita consiste in un risveglio drammatico, nella scoperta di un mondo completamente diverso, del proprio corpo trasformato dagli anni e del proprio spirito fermato in un punto lontano del passato. Il recupero della normalità si rivela quindi solo una effimera illusione che presto ricondurrà nuovamente alle tenebre dell'inconsapevolezza e delle microcrisi mentali. Resta soltanto la certezza che il seme della coscienza non è spento dal male ma può essere raggiunto ed aiutato a crescere. Una realtà molto cruda e complessa, tuttavia troppo spesso addolcita dalla regia di Penny Marshall che, dimostrando un eccesso di pudore hollywoodiano, esprime solo in parte la forte valenza tragica e poetica della storia. Il film viene infatti incentrato più che sulle emozioni provate dai pazienti usciti dopo anni dal tunnel, sulla reciproca sfida tra Sayer e Leonard, sul miracolo della guarigione e sulla rabbia della provvisoria sconfitta, il tutto contornato dalle lacrime di madri e amanti. E uno di quei film che obbedisce alle regole fisse del cinema americano che impongono l'happy-end anche quando non c'è e che vogliono sempre lasciare un po' di dolce in bocca somministrando in parti uguali sorrisi, qualche lacrimuccia e fiducia nel genere umano. Trovando un equilibrio tra sentimentalismo, divulgazione scientifica ed elogio dei valori spirituali cari al cinema umanistico, il film riesce comunque a suscitare interrogativi profondi sulla natura umana e a spingere alla solidarietà verso sofferenze e vicissitudini esistenziali. Gran parte del suo successo e le tre candidature all'Oscar è però dovuto soprattutto alla straordinaria interpretazione di De Niro il quale, esibendo svanenti sorrisi, torture del mento e improvvisi lampi di coscienza gareggia sul piano della bravura e della simpatia con laltro eroe dell'handicap, l'autistico Dustin Hoffman di Rain Man. | | | |