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Quaderni Didattici

Sono disponibili in formato pdf i Quaderni Didattici dell'Edizione del Novembre Stenseniano 2005 su

 "Evoluzionismo e Antievoluzionismo" 


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Umberto D. PDF Stampa E-mail
Titolo originale: Umberto D.
Regista: Vittorio De Sica
Data: 1952



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Nazionalità: ITA
Durata: 90 min.
Sceneggiatura: Cesare Zavattini. Direttore della fotografia: G.R. Aldo
Fotografia: Aldo Graziati
Effetti:
Musiche: Alessandro Cicognini. Produttori: Giuseppe Amato, Angelo Rizzoli
Cast:
Carlo Battisti, Lina Gennari, Maria Pia Casilio, Alberto Albani Barbieri, Memmo Carotenuto, Lamberto Maggiorani, il cane Napoleone.

Note/Curiosità:Il restauro: Il restauro del film, guidato da Giuseppe Rotunno, ha preso le mosse dalla rigenerazione del negativo originale che è stato integrato di alcuni fotogrammi lacerati o mancanti. In stampa, la luce della copia è stata perfezionata grazie alla tecnologia contemporanea e le giunte sono state rifatte con saldatrice a caldo. Anche il suono della pellicola è stato oggetto di un accurato restauro: trascritto su un dat, è stato filtrato mediante apparecchiature sofisticate come il sonic solutions no noise.


The restoration: The restoration of the film, under the guidance of Giuseppe Rotunno, was based on replacing the damaged or missing frames in the original negative. The lighting was improved by using modern technology, and the splicing joins were re-done using a hot solder. The soundtrack was also carefully restored, by transferring it to dat and filtering it with sophisticated equipment, such as sonic solutions no noise.
 
"Sono stato per un'ora e mezza in compagnia di un uomo solo e del suo cane, e non mi sono sentito solo": così scrisse Umberto Eco nel 1995, dopo aver visto la versione restaurata di Umberto D.
Esemplarmente legato al cinema di De Sica e Cesare Zavattini, fondato sul pedinamento di un personaggio nella sua vita reale, fu osteggiato anche dal suo produttore e dal governo d'allora (cui l'immagine dell'Italia, nel film, apparve offensiva). Era per questo che De Sica vi era più profondamente legato? Ne aveva una copia a casa che qualche volta proiettava a qualche amico o agli ammiratori che gli facevano visita.
La bellezza del suo racconto, prima ancora che nel tema - la rappresentazione della vecchiaia e della solitudine di un uomo qualunque - sta soprattutto nel suo stile. La capacità di trasformare le persone in personaggi, il piacere di riprodurre segni e gesti minimi di ogni piccolo spazio individuale: la presa diretta sulla realtà contemporanea è immersa in una dimensione, a tratti quasi onirica, in cui si ripetono gli stessi gesti domestici e i continui misteriosi segnali della vita. Un gatto che passeggia sul lucernario, l'improvvisa partenza di una corriera, il riflesso delle scintille di un tram sulle pareti di una casa.
"Ciò che mi sorprende rivedendo oggi Umberto D. è innanzitutto la sua capacità di dare vita a una storia così forte e intensa a partire da uno spunto qualsiasi come l’impossibilità da parte del protagonista di pagare la pensione in cui abita", ha detto il regista Mimmo Calopresti. Se c'è una lezione che De Sica ha consegnato al cinema, è che non c'è condizione di povertà o disperazione, che possa azzerare in ciascuno la capacità di ascolto e attenzione al mondo. Anche se questo si riduce a una umile stanza in affitto dove si vive in compagnia di un cane, senza nessuno vicino. Come ha scritto Scorsese, alla fine del film "Si ha la sensazione di aver vissuto in quella stanza".


"I spent an hour and a half with just a man and his dog, and I didn’t feel alone", wrote Umberto Eco in 1995, after having watched the restored version of Umberto D. This typical example of the films of De Sica and Cesare Zavattini, based on the idea of following a person in his normal life, received a hostile reception both from its producer and the government of the day (which maintained that the image it portrayed of Italy was offensive). Could this be the reason why De Sica liked it so much? He kept a copy of it at his house and every now and again he would show it to friends and admirers who called round.
The beauty of the story, more than its subject (the representation of old age and the solitude of a normal, common person), lies mainly in its style: the ability to transform people into characters; the pleasure of reproducing every little sign and gesture of each individual action; the way the film focuses on contemporary reality in a dimension that is sometimes dream-like, where the same domestic gestures and the continual mysterious signals of life are repeated. A cat walking across a skylight, the sudden departure of a bus, the reflection of the sparks from a tram on the walls of a house.
Mimmo Calopresti, a young italian film director, said of the film: "What surprises me most when I watch Umberto D. again today is its capacity to breath life into such a strong, intense story from such a common starting point, in this case the main character’s inability to pay the rent in the guest-house where he lives."
If there is one lesson that De Sica has taught the cinema, it is that poverty or desperation do not cancel out a person’s ability to listen and pay attention to the world. And this is true even if the person is reduced to living in a humble rented room with only a dog for company. As Scorsese has written, at the end of the film "We have the impression of having lived in that room."
 
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