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Quaderni Didattici

Sono disponibili in formato pdf i Quaderni Didattici dell'Edizione del Novembre Stenseniano 2005 su

 "Evoluzionismo e Antievoluzionismo" 


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Gił per il tubo PDF Stampa E-mail
Titolo originale: Flushed Away
Regista: David Bowers, Sam Fell
Data: 2006

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Titolo: Giù per il tubo 
Nazionalità: GB/USA
Durata: 100'  
Sceneggiatura: Dick Clement, Ian La Frenais
Fotografia: Brad Blackbourn, Frank Passingham
Effetti: Igor Lodeiro, Wendy Rogers
Musiche: Harry Gregson-Williams 

Doppiatori: Francesco Prando, Laura Latini, Luciano de Ambrosis, Massimo Rossi, Roberto Draghetti, Luca Biagini, Francesco Pannofino.

Doppiatori nella versione originale: Hugh Jackman (Roddy), Kate Winslet (Rita), Jean Reno (Le Ranocchiò), Shane Richie (Syd).

Rodney, topo ‘da compagnia’, elegante, raffinato ma pavido ed egoista, per colpa del rattaccio di strada Sid finisce nel sistema fognario della sua elegante casa di Kensington Palace. Cercando un trasporto per tornare in superficie, Rodney viene coinvolto da Rita, un’intraprendente topolina, nella sua lotta contro il boss della malavita Rospo. Oggetto del contendere è inizialmente un gigantesco rubino ritrovato dal padre di Rita e rubato dal prepotente anfibio, ma presto l'interesse di Rospo si concentra su un cavo elettrico che la topolina ha casualmente asportato dal covo del boss. Perché un semplice cavo elettrico interessa tanto a Rospo? Perché deve essere recuperato a tutti i costi prima della finale dei Mondiali di Calcio Inghilterra-Germania? Inseguiti dagli sgherri di Rospo e dalle rane killer del sicario Le Ranocchiò, Rodney e Rita dovranno ingaggiare una lotta contro il tempo per salvare il loro piccolo mondo, imparando a superare le proprie divergenze educazionali e caratteriali.
Frutto del geniale incontro tra l’americana Dreamworks e l’inglese Aardman, Giù per il tubo è un vero capolavoro del cinema di animazione, apprezzato dalla critica ma ingiustamente passato quasi inosservato nelle sale cinematografiche.
Il film si presenta quale ammirevole esempio di perizia tecnica, un’opera integralmente digitale che pur tuttavia mantiene il calore, la tridimensionalità, la corporeità quasi tattile della plastilina animata tanto cara alla casa londinese. La Aardman, produttrice dei noti eroi Wallace and Gromit, non ha disperso l’incredibile esperienza maturata nell’animazione stop-motion con la plastilina, rifondendo nel digitale la stessa caratterizzazione gommosa dei personaggi, lo stesso tratto naif, dall’espressività surreale e realistica al tempo stesso. L’apporto del digitale ha consentito alla casa produttrice di sollevarsi dagli angusti limiti dei set dal vivo, consentendo ai suoi personaggi di vivere avventure di più ampio respiro in ambienti difficilmente ricostruibili in studio, come l’acqua o l’aria. Il risultato è un’animazione avvincente, dinamica e al tempo stesso ‘giocosa’, priva di quella fredda perfezione che spesso ha caratterizzato altri prodotti, ben più celebri, della Dreamworks.
Il film è inoltre una vera miniera di umorismo british, fatto di battute fulminee, non-sense, gag visive e piccoli irriverenti cammei che spesso rubano la scena ai personaggi principali. I dettagli di ogni scena sono così numerosi che spesso è impossibile notarli tutti durante la proiezione del film, rivelando a ogni nuova visione elementi precedentemente sfuggiti all’attenzione. Come non apprezzare la fine ironia con cui la Londra umana è stata ricostruita, usando molti rifiuti e molta fantasia, con sportelli di lavatrice e orologi rotti a simulare il Big Bang e una cabina telefonica  per sorreggere l’imponente Tower Bridge? Animali delle fogne sì, ma fieri del loro essere inglesi, con le loro istituzioni e tradizioni, dalla Famiglia Reale ai rassicuranti poliziotti di strada, dai pub alle bancarelle del mercato delle pulci: i pantaloni di Rita sono dipinti con i motivi e i colori della Union Jack, Rospo colleziona memorabilia di Carlo d’Inghilterra, i cugini americani vengono dipinti senza troppe cerimonie come zoticoni incolti.
Le migliori scene, le battute più esilaranti, le situazioni più umoristiche, come detto, sono affidate non ai protagonisti principali bensì ai comprimari, talvolta alle mere comparse. Rodney e Rita sono una coppia fondamentalmente stereotipata - lui dandy imbelle, lei combattiva ribelle - così come privo di vera innovazione è il duo formato dagli sgangherati tirapiedi di Rospo, Arpio e Bianchino. Fantasia e innovazione trovano invece la loro massima espressione nell'irriverente coro greco delle lumache canterine, prive di un ruolo essenziale ma onnipresenti nei momenti più impensabili del film. Divertentissimi sono altresì i siparietti comici affidati agli anfibi-killer di Le Ranocchiò, tra duelli a…lingua tratta, videotelefonate mimate da una rana vestita come il grande Marcel Marceau, arti marziali e mosche tentatrici. I registi sono riusciti perfino a rendere simpatica, portandola all'iperbole, la trita gag del colpo alle parti basse, introdotta contro il volere degli stessi per esigenze di botteghino e affidata al povero Rodney.
Non mancano omaggi in chiave caricaturale a personaggi della letteratura (uno scarafaggio legge Kafka), del cinema (Wallace and Gromit) e della televisione (la serie Batman con Adam West), ma lo spirito citazionista non è mai preponderante rispetto alla trama originale, ponendosi piuttosto come ulteriore occasione di divertimento per gli adulti.

di Ilaria Nannini

 Note:
 
Montaggio: John Venzon, Eric Dapkewicz  
Scenografia: Pierre Oliver, Vincent Scott Wills  
Costumi: Jane Poole 
Effetti: Igor Lodeiro, Wendy Rogers

 
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