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Quaderni Didattici

Sono disponibili in formato pdf i Quaderni Didattici dell'Edizione del Novembre Stenseniano 2005 su

 "Evoluzionismo e Antievoluzionismo" 


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Gaya PDF Stampa E-mail
Titolo originale: Back to Gaya
Regista: Lenard Fritz Krawinkel ,Holger Tappe
Data: 2005




Titolo: Gaya
Titolo originale: Back to Gaya
Anno: 2005
Regia di: Lenard Fritz Krawinkel ,Holger Tappe/td>
Nazionalità: Germania / Spagna / Regno Unito
Durata: 91 min.
   
Sceneggiatura: Jan Berger ,Bob Shaw ,Don McEnery
Fotografia:
Effetti: F
Musiche: Michael Kamen
Contatti:  
Cast:


Indirizzo sito ufficiale :

Note/Curiosità:

Disponibile anche in

Immaginate di essere alti più o meno 30 centimetri e di trovarvi immersi tra foreste bellissime e prati sterminati. Immaginate di trovarvi un bel giorno, nel bel mezzo di una gara di corsa, al volante di una macchina strampalata....
Se siete riusciti ad immaginare tutto questo, benvenuti nel mondo di Gaya!
Attraverso una vecchia trovata, quella dei cartoni che escono dal proprio mondo e vengono catapultati nel mondo reale, Lenard Fritz Krawinkel, mescola atmosfere fantasy e ambientazioni moderne, descrivendo Gaya come un mondo fantastico, i cui abitanti vivono felici e tranquilli, circondati da boschi meravigliosi, fino a quando non succede un evento molto spiacevole: qualcuno ruba la Dalamite, una magica sfera di cristallo senza la quale il loro universo è destinato inesorabilmente a morire. In poche parole, il popolo Gayano rischia l'estinzione.
Zino e
Boo, due coraggiosi e minuscoli abitanti del pianeta, il primo, timido e pauroso, ma dotato di una mente geniale, capace di dare vita ad invenzioni prodigiose, l'altro, completamente agli antipodi, forte e coraggio, ma anche un po' spavaldo, decidono di partire per una rischiosa spedizione nel tentativo di recuperare la sfera vitale. A loro, subito, si unisce anche un altro abitante di Gaya, un'affascinante donzella dinamica e intraprendente chiamata Alanta e doppiata in maniera non soddisfacente da Natalia Estrada.Durante il viaggio, i tre si trovano proiettati in un mondo a loro sconosciuto: il nostro. Qui scopriranno di essere, in realtà, i personaggi stereotipati di una serie televisiva molto nota, trasmessa nel mondo umano, e che Gaya non altro che il frutto dell'immaginazione di uno sceneggiatore. Un po' come succedeva in "quel" famoso film con Jim Carrey, con la semplice differenza che mentre in the "Truman show" il personaggio principale una persona reale che vive in un mondo inventato e che dopo la scoperta della realtà si riscatta rivendicando la facoltà di esercitare il libero arbitrio, in Gaya i nostri piccoli eroi, essendo puri personaggi inventati e trovandosi in una realtà completamente diversa dalla loro, faccia a faccia con le loro paure più recondite, si spogliano delle loro vesti stereotipate e si impadroniscono, per la primissima volta, della loro vita, decidendo realmente del proprio destino.
"Gaya", primo film d'animazione tedesco interamente in computer graphica, può essere considerato il primo tentativo di far fronte allo strapotere americano della Dreamworks e della Disney Pixar. A conti fatti la strada da percorrere, per arrivare a questi standard, è ancora molto lunga, tuttavia il film è apprezzabile anche solo per avere avuto il coraggio di intraprendere questa sfida, grazie ad un nutrito staff di 75 disegnatori grafici, impegnatosi con successo nell'impresa.
L' unico problema è dato però dal sonoro: mentre i film d'animazione dei colossi americani hanno una struttura psicologica ben precisa, espressa anche nel doppiaggio attraverso studi sulla voce dei doppiatori rapportati sull'effetto che questa ha sui bambini; "Gaya" pecca in questo, utilizzando come strategia di marketing una scelta dei doppiatori basata non sulle loro capacità, ma solo sulla loro fama e il loro impatto sul pubblico, provocando così un abbassamento di tono delle scene più divertenti e dinamiche del film...


A cura
Iolanda Gioffrè



 
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