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Quaderni Didattici

Sono disponibili in formato pdf i Quaderni Didattici dell'Edizione del Novembre Stenseniano 2005 su

 "Evoluzionismo e Antievoluzionismo" 


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Gattaca PDF Stampa E-mail
Titolo originale: Gattaca
Regista: Andrew Niccol
Data: 1997



gattaca
Titolo: Gattaca
Titolo originale: Gattaca
Anno: 1997
Regia di: Andrew Niccol
Nazionalità: U.S.A.
Durata: 106 min.
   
Sceneggiatura: Andrew Niccol
Fotografia: Slawomir Idziak
Effetti: Chris Watts
Musiche: Micael Nyman

 
Cast:

Ethan Hawke, Uma Thurman, Jude Law, Alan Arkin, Gore Vidal, Ernest Borgnine


 





Guanina, Adenina, Timina e Citosina: GatTaCa, nome del centro d'addestramento per quadri dirigenti di un futuro prossimo in cui i bambini sono concepiti in laboratori dove è possibile evitare loro, prima ancora della gravidanza, ogni rischio di malformazione fisica. Nella rigorosa costruzione genetica si può anche programmare il nascituro in modo che non diventi alcolista, fumatore o mancino. Questo il teatro di Gattaca, ennesima variante sul tema- ossessione fantascientifico del futuro iper tecnologico e disumanizzato. Protagonista Vincent Freeman, nato secondo tecniche tradizionali e per questo discriminato nella sua rincorsa al sogno di divenire astronauta, mestiere riservato ai superuomini concepiti in provetta. Pur di realizzare il suo sogno Vincent falsifica la sua cartella genetica, acquistando tessuti, dna e liquidi organici da Jerome, superuomo ed ex-atleta rimasto paralizzato. La struttura narrativa dell'opera, piuttosto classica nel delineare i personaggi e le loro psicologie, è costruita con abilità sul delicato e intrigante sentiero della sperimentazione genetica.
Lo sviluppo delle genetica aggiunge variabili ad un eterno (non il solo) quesito della fantascienza: che aspetto avrà il futuro? Un mondo dominato dalla cibernetica sullo sfondo del caos metropolitano come nella letteratura di Gibson e Dick (da una cui opera deriva Blade runner) o un asettico ordine burocratizzato dominato da una tecnologia impersonale? Oppure un doppio livello, con un mondo diviso tra impenetrabili zone di benessere e isole di anarchia e violenza, come nel recente Codice 46 di Michael Winterbottom?.
Andrew Niccol, regista e sceneggiatore neozelandese qui all'esordio, mette in scena una pianificazione eugenetica più vicina alla Repubblica di Platone che agli esperimenti sulla razza ariana di Menghele: il desiderio cioè, non meno inumano, di creare una èlite di superuomini per i ruoli dirigenziali, senza sopprimere i normali ma, come dovrebbe accadere a Vincent, relegandoli a ruoli di manodopera e lavoro non specializzato. Non un mondo dominato da replicanti, e in questo risiede parte dell'immediatezza e del realismo dell'opera: i superuomini nati in laboratorio sono comunque esseri umani, per quanto prestanti, destinati a morire e, come dimostra Jerome, sottoposti ai rischi di incidenti quotidiani. Anche la scelta dell'ambientazione, che rimane lontana dalle atmosfere cupe della società para-fascista di Brazil, epigono filmico di 1984, aiuta nel delineare il film come uno scenario possibile. L'immagine è quella di un futuro che la tecnologia avrà reso più efficiente ma nel quale la genetica, invece di democratizzare, avrà gerarchizzato la società. Gattaca può contare su un cast e una troupe eccellenti (c'è spazio anche per lo scrittore Gore Vidal), tra i cui membri vanno segnalati due ex collaboratori di Greenaway: il musicista Michael Nyman e lo scenografo Jan Roefels che ricostruisce gli spazi geometrici dell'accademia di Gattaca dentro il Marin Country Civic Center, creazione di Frank Lloyd Wright. E' un film che non tenta, e forse è un bene, di dare un giudizio etico o una risposta concreta su come sarà il futuro o sul ruolo dell'ingegneria genetica. Dopo che Niccol ha disposto il complesso materiale dell'opera, la lotta di Vincent si risolve esclusivamente a livello individuale, nel suo sforzo di farsi accettare nonostante il peccato originale di essere nato per amore e non in laboratorio. Per quanto riguarda gli altri protagonisti dell'universo del film, essi non sembrano preoccupati di mettere in discussione il sistema eugenetico ma solo, eventualmente, di farvi parte in posizione privilegiata. Ogni epoca sviluppa la sua fantascienza in rapporto alle proprie ossessioni. Gattaca dà forma, in un futuro in fondo prossimo, alla meraviglia di fronte ai primi risultati di clonazione e procreazione assistita, come Orwell portava alle estreme conseguenze lo sviluppo dell'informazione di massa, la riflessione sui totalitarismi e le intuizioni di Huxley. Il valore di un'opera che preconizza uno scenario futuro si misura soprattutto in base a quanto questa riesce ad essere efficace anche molti anni dopo la sua creazione. A 54 anni di distanza il Grande Fratello di 1984, riportato alla ribalta dallo spauracchio Echelon assai più che dall'omonima trasmissione tv, non è ancora invecchiato. Per Gattaca staremo a vedere, forse non occorre aspettare troppo.

A cura di Federico Ferrone- èquipe Cineforum Stensen
 
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