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Quaderni Didattici

Sono disponibili in formato pdf i Quaderni Didattici dell'Edizione del Novembre Stenseniano 2005 su

 "Evoluzionismo e Antievoluzionismo" 


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Freaks PDF Stampa E-mail
Titolo originale: Freaks
Regista: Tod Browning
Data: 1932



freaks
Titolo: Freaks
Titolo originale: Freaks
Anno: 1932
Regia di: Tod Browning
Nazionalità: U.S.A.
Durata: 64'
   
Sceneggiatura: Willis Goldbeck, Leon Gordon
Fotografia: Merritt B. Gerstad
Effetti:
Musiche:  

 
Cast:

Wallace Ford, Leila Hyams, Olga Baclanova, Roscoe Ates, Henry Victor, Harry Earles


 

Note/Curiosità:


Realizzato nel 1932 grazie alla fedele amicizia tra il regista Tod Browning, reduce dal successo di Dracula, ed il produttore Irving Thalberg, Freaks nasce dalla volontà della MGM di contrastare il monopolio della Universal nel campo dell'horror. Inaspettatamente, lo sguardo del regista, appoggiato dall'amico, si posa in maniera troppo amorevole sui protagonisti, stravolgendo l'idea originale. Il racconto di Clarence Robbins da cui è liberamente tratto, Spurs, narra di una cavallerizza sposa di un nano e sottoposta alle sue angherie. Browning ribalta la situazione, raccontando del raggiro di una bella trapezista e di un forzuto ai danni di un nano. L'opposizione tra il crudele cinismo di Cleopatra ed Hercules ed il vasto e vario mondo dei freaks diviene sempre più esplicita col procedere della storia, spostando il concetto di mostro dall'aspetto dei difformi all'animo dei normali. In particolare al centro del film troviamo la scena del matrimonio, nella quale viene palesata irrevocabilmente l'inversione dei ruoli: Cleopatra, ubriaca ed inorridita dall'idea di far parte della comunità dei freaks, prende Hans sulle spalle a mo' di cavallo, esprimendo tutta la propria animalità in opposizione all'umana umiliazione del nano.
Intenzione del regista era provocare il pubblico, evidenziandone lo stato di voyeur: in un'epoca in cui i circhi erano ancora ricchi di "fenomeni da baraccone" da esporre, Browning mostra non i loro corpi, ma la loro vita quotidiana, la loro condizione di esseri umani. Spettatori e critica, inorriditi, chiesero l'intervento di Hayes, ideatore dell'omonimo codice, riferimento della censura americana per molti anni. Boicottato e censurato per decenni, Freaks comunque riuscito a crearsi una nicchia di apprezzatori che ne ha evitato la scomparsa. In Italia fu proiettato, censurato, nel 1962, ma stato necessario attendere che la Rai, grazie all'interessamento di Enrico Ghezzi, ne acquistasse i diritti, per vederne finalmente la versione integrale su "Fuori Orario".
Attento a non dar respiro allo spettatore, Browning evita di offrire qualunque tipo di appiglio alla morbosa curiosità del pubblico: nessun gesto crudele permette di legittimare il disgusto, nè c'è uno scienziato folle che catalizza la colpa della creazione deforme; i freaks sono l'umanità impotente ed indifesa che vive nei bassifondi, sotto i carri, che osserva silente e si muove, unita, nell'ombra, per la propria difesa. Attorno a loro ruotano clown e donne, esseri sensibili che ne difendono la dignità, ma l'azione è comunque riservata ai protagonisti stessi ed alle loro abilità.
Specchio di una società in difficoltà, incapace di osservarsi con obbiettività e coraggio, Freaks è in grado ancora oggi di sortire il suo effetto. Spiazzante nei toni ora romantici, ora drammatici, nella semplicità della messa in scena, nella naturalezza del rapporto tra il regista e gli attori, non perde la sua attualità nel sollevare dubbi sulla legittimità di tante rappresentazioni dell'handicap e proponendo riflessioni sulla qualità del rapporto con questi, sulla difficoltà di conoscerli senza pregiudizi, senza limiti, senza curiosità zoognostica.

A cura di Valeria Cicerone
 
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