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Quaderni Didattici

Sono disponibili in formato pdf i Quaderni Didattici dell'Edizione del Novembre Stenseniano 2005 su

 "Evoluzionismo e Antievoluzionismo" 


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Figli PDF Stampa E-mail
Titolo originale: Hijos
Regista: Marco Bechis
Data: 2001




Titolo: Figli
Titolo originale: Hijos
Anno: 2001
Regia di: Marco Bechis/td>
Nazionalità: ITALIA
Durata: 100 min.
   
Sceneggiatura: Marco Bechis
Fotografia: Fabio Cianchetti
Effetti: F
Musiche: Jacques Lederlin, Daniel Buira con La Chilinga
Contatti:  
Cast:

Carlos Echevarria, Julia Sarano, Stefania Sandrelli, Enrique Pyneyro, Evita Ciri, Antonella Costa, Delia Caseau, Marcelo Chaparro, Adrian Fondari, Pablo Razuk, Romina Paula, Santiago Traverso, Monserrat Alcoverro, Blanca Martinez

Indirizzo sito ufficiale :

Note/Curiosità:Presentato fuori concorso al Festival del Cinema di Venezia del 2001

Disponibile anche in

"Figli/Hijos". Chi sono i figli del titolo? Chi sono i loro genitori? Sono i figli dei "desaparecidos" argentini, di coloro che alla fine degli anni '70 furono rapiti, torturati e gettati nell'oceano da gruppi paramilitari dell'esercito del regime di Videla. Sono i bambini subdolamente adottati dagli stessi persecutori che uccisero i loro veri genitori. Sono quei 500 ragazzi tra i 20 e 25 anni che ignorano la terribile menzogna dei propri genitori "adottivi": assassini che vivono ancora liberi e impuniti. "Figli/Hijos" racconta la storia di due di questi ragazzi, Rosa e Javier, del loro difficoltoso incontro e del loro viaggio alla ricerca della verità sui propri genitori e su se stessi. Attraverso tre città, Milano, Barcellona e Buenos Aires, questa faticosa ricerca porterà i due a conoscersi e a conoscere la realtà del mondo in cui sono cresciuti. Terzo film del regista italo-cileno Marco Bechis, "Figli/Hijos" la continuazione ideale del precedente "Garage Olimpo", durissima e disperata condanna dei crimini della dittatura argentina. Fin dalle prime inquadrature , infatti, è semplice intuire il legame che unisce le due pellicole: la vista aerea dell'oceano, la radiocronaca di una partita del mondiale di calcio del '78, la madre che partorisce i due gemelli impersonata da Antonella Costa (protagonista di "Garage Olimpo") sono tutti riferimenti chiari del fatto che "Figli/Hijos" sia una pellicola "generata" da "Garage Olimpo", non solo temporalmente e tematicamente, ma anche sul piano dei contenuti più profondi. Infatti "Figli/Hijos" racconta dell'impossibilità di cancellare le violenze descritte in "Garage Olimpo", di come sia pericoloso e difficile nascondere il passato e dell'inevitabilità di fare i conti, prima o poi, con esso. Il passato che ritorna e che costringe non solo i due protagonisti a confrontarsi con il lato nascosto e sporco di un mondo che si credeva perfetto ma soprattutto a rivalutare se stessi alla luce di una verità terribile. Più che la mera denuncia di un crimine, Bechis vuole mostrare l'assoluta necessità di dover denunciare tale crimine, il difficile ma indispensabile percorso che deve portare Javier (e con lui tutti noi) a rendersi conto della menzogna nella quale sta vivendo, per poi agire contro il tacito consenso che nasconde una così macabra verità. E' perciò emblematico che il finale del film, durante il quale i due protagonisti si ritrovano a manifestare per le strade di Buenos Aires, sia stato girato amatorialmente dallo stesso regista durante una vera manifestazione di figli dei "desaparecidos". Grazie a questa scena, "Figli/Hijos" supera i limiti di rappresentazione del reale, tipici della fiction cinematografica, per farsi vero e proprio documento di accusa, contro i militari impuniti e contro il silenzio omertoso che circonda la storia argentina tra il 1976 e il 1982. Bechis racconta una storia, che in altre mani avrebbe potuto essere esageratamente melodrammatica, in una maniera asciutta e lineare, attraverso uno stile estremamente rigoroso e una maniacale composizione delle inquadrature. Infatti il regista lascia liberi di agire i due protagonisti quasi sempre nella stessa inquadratura (a differenza dei genitori di Javier, quasi sempre separati), in modo tale da seguire, quasi con pudore, il loro difficile rapporto, il loro modo di conoscersi e capirsi. Importantissima, come sempre nel cinema di Bechis, è la scelta dei luoghi e il modo in cui questi sono presentati. Da una Milano asettica e impersonale, passando per una Barcellona piovosa e caotica, fino ad arrivare alla agitata e viva Buenos Aires, le città di "Figli/Hijos" sono il simbolo concreto degli stati d'animo dei protagonisti. Come importanti sono anche molti dei particolari, o delle semplici allusioni, disseminati lungo il corso del film, come la costante presenza di specchi (simboli della ricerca di un'identità smarrita), di luoghi anonimi come una camera d'albergo, un ostello, un ospedale (dove diventa impossibile riconoscersi), o l'ossessiva presenza del mare, vero simbolo di morte sia per Rosa e Javier, sia di tutto il cinema di Marco Bechis.
 

a cura di:
Michele Manzolini
 
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