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Quaderni Didattici

Sono disponibili in formato pdf i Quaderni Didattici dell'Edizione del Novembre Stenseniano 2005 su

 "Evoluzionismo e Antievoluzionismo" 


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Dark water PDF Stampa E-mail
Titolo originale: Honogurai mizu no soko kara
Regista: Hideo Nakata
Data: 2002



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Titolo: Dark water
Titolo originale: Honogurai mizu no soko kara
Anno: 2002
Regia di: Hideo Nakata
Nazionalità: Giappone
Durata: 102 min.
   
Sceneggiatura: Koji Suzuki
Fotografia: Junichiro Hayashi
Effetti: Nobuyuki Takahashi
Musiche: Kenji Kawai, Shikao Suga

 
Cast:

Hitomi Kuroki, Rio Kanno , Fumiyo Kohinata, Asami Mizukawa, Shigemitsu Ogi


 




Hideo Nakata ha al suo attivo sette pellicole tutte a sfondo più o meno horror, mai uscite in Italia in particolare una, "Ringu" (ed anche il suo seguito "Ringu 2"), racconto di una cassetta vhs che uccide tutti quelli che la guardano; un vero e proprio cult movie in Inghilterra e negli Stati Uniti. Proprio negli States ne è uscito un remake,"The Ring", diretto da Gore Verbinski e interpretato da Naomi Watts, l'eccezionale interprete di Mulholland Drive.
Dark water racconta la storia di Matsubara Yoshimi, fragile ed anemica donna in lotta legale col marito che vuole strapparle la figlia di cinque anni. La donna e la bimba si trasferiscono in un piccolo appartamento dentro un cupo e spersonalizzante palazzone fuori dal centro città. Presto il soffitto comincerà a gocciolare acqua da una inspiegabile infiltrazione che si allarga col passare dei giorni. Strane apparizioni angosciano Yoshimi, visioni che si legano misteriosamente alla vicenda di una bambina scomparsa due anni prima nello stesso stabile.
Trama, dunque, essenziale e semplicissima. E proprio nella semplicità degli elementi narrativi sta la forza di Nakata. In primis, l'ambientazione, quasi tutta circoscritta all'edificio in cui si trova l'abitazione delle protagoniste. Poi la musica: elementare, quasi assente, come un assassino nascosto, colpisce solo al momento giusto. Infine, la fotografia: evita un bianco e nero troppo scontato, optando comunque per colori scialbi che depurano il palazzo da ogni umanità, facendone un teatro spaventoso di orrore metropolitano. Unico tocco di colore vero, la borsetta rosso accesso appartenuta alla bimba morta e che ricompare di continuo senza spiegazione.
Il sangue è del tutto assente, in compenso la paura si manifesta in forme sottili, trasudando lentamente dallo stillicidio ritmato di acqua putrida.
Dark water è indubbiamente un film molto più "teso" della stragrande maggioranza dei thriller prodotti negli ultimi anni in Europa e in America.
 
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