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Quaderni Didattici

Sono disponibili in formato pdf i Quaderni Didattici dell'Edizione del Novembre Stenseniano 2005 su

 "Evoluzionismo e Antievoluzionismo" 


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Blade Runner PDF Stampa E-mail
Titolo originale: Blade Runner
Regista: Ridley Scott
Data: 1982



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Titolo: Blade Runner
Titolo originale: Blade Runner
Anno: 1982
Regia di: Ridley Scott
Nazionalità: Usa
Durata: 124 min.
   
Sceneggiatura: David Peoples e Hampton Fancher
Fotografia: Jordan Cronenweth
Effetti: Anatomorphex Robert Devine
Musiche: Vangelis
Contatti:  
Cast:

Harrison Ford, Rutger Hauer, Sean Young, Edward James Olmos, M. Emmet Walsh, Daryl Hannah, William Sanderson, Brion James

Indirizzo sito ufficiale :

Note/Curiosità:

Disponibile anche in

Da un soggetto di Philip K. Dick      La trama, per chi ancora non la conoscesse, è la seguente: 2019. In una Los Angeles continuamente battuta dalle piogge acide, ha sede la Tyrrel Corporation, una potentissima multinazionale creatrice di una nuova specie di androidi dalle sembianze umane, detti Nexus 6, composti da tessuti organici artificiali e destinati a vivere solo 4 anni come operai-schiavi o come soldati nei pianeti del sistema solare. I replicanti sono talmente perfetti da aver sviluppato emozioni umane, quali l’angoscia, l’odio e l’amore. Consci quindi della loro breve esistenza i Nexus 6 si ribellano e fuggono da una colonia spaziale per arrivare sulla terra, lasciandosi alle spalle una serie di delitti, in cerca del loro creatore, e chiedergli quindi di disattivare il timer che li condanna a una così breve esistenza. La polizia californiana allo scopo di “ritirarli” richiama in servizio l’ex poliziotto Rick Deckard (Harrison Ford) dell’unità Blade Runner, un detective che sembra uscito dalle pagine dei romanzi hard boiled di Dashiell Hammett o di Chandler, che si mette subito sulle tracce dei replicanti guidati dal violento e carismatico Roy (Rutger Hauer). La caccia ha inizio.
Nel capolavoro di Ridley Scott, datato 1982, tra la moltitudine di tematiche che il film affronta, molte di carattere filosofico, ha un ruolo fondamentale quella del rapporto uomo-macchina e soprattutto mente-circuiti, strettamente legato alla problematica dell’illusorietà della memoria, tema da cui Philip Kindred Dick, autore del romanzo “Do androids dream of electric sheeps?”, da cui il film è tratto, era particolarmente ossessionato. Una delle molte domande che il film pone è infatti: “Noi siamo davvero chi crediamo di essere?”, domanda che sintetizza l’idea filosofica messa in luce da Renè Descartes e Bertrand Russell, secondo cui ricordare il proprio passato non implica necessariamente averlo vissuto. Questo dubbio esistenziale è espresso filmicamente da Rachel, il personaggio interpretato da Sean Young (stupenda), il replicante assistente di Tyrell, che comincia a nutrire alcuni dubbi sul proprio passato,e quindi sulla propria esistenza trascorsa. I ricordi di Rachel infatti sono fittizi, immagini inserite nella sua memoria dal costruttore, come fittizi sono i ricordi degli altri Nexus 6. Ed è questo il problema centrale che il film pone, non tanto il rapporto tra uomo e macchina, quanto il rapporto tra macchina e pensiero, ovvero la possibilità che un’intelligenza artificiale, od un androide come nel caso del film, possa sviluppare emozioni proprie e divenire quindi del tutto simile ad un essere umano, o paradossalmente “più umano di un umano”, come il personaggio di Roy lascia supporre nel finale. Ma il personaggio interpretato da Rutger Hauer, si presta anche ad una lettura in chiave superomistica della pellicola: Roy incarna infatti l’oltreuomo nietzschiano, presentato nell’opera Also sprach Zarathustra, in contrapposizione all’uomo, il detective crepuscolare interpretato da Harrison Ford, rappresentativo della condizione umana: la corda tesa tra l’animale e l’oltreuomo; Blade Runner è infatti “colui che corre sul filo di una lama”. A riguardo è illuminante il seguente passaggio dall’opera di Nietzsche: “L’uomo è una corda annodata fra l’animale e l’Oltreuomo, una corda tesa sopra un abisso…ciò che v’è di grande nell’uomo, è che egli è un ponte e non uno scopo: ciò che si può amare nell’uomo, è che egli è un passaggio e una caduta. Io amo coloro che non sanno vivere anche se sono coloro che cadono perch? essi sono coloro che attraversano”. Il finale del film quindi, con Roy che afferra Rick penzolante su un abisso, lascia dedurre un superamento della condizione uomo e un divenire oltreuomo da parte di Rick stesso.
Di Marco Nocentini
curiosità
Quando Goff preleva Deckard, la sequenza di lancio sul computer è la stessa usata da Scott in Alien, quando il modulo si salvataggio si stacca dalla nave madre. Anche il display in bianco e nero della macchina per il test Voight Kampff è stato usato in Alien come display da muro.
Le panoramiche aeree usate nella versione cinematografica del 1982 furono riprese da Stanley Kubrick  in Shining.
 
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