Titolo originale: Adua e le compagne Regista: Antonio Pietrangeli Data: 1960
 | | Titolo: | Adua e le compagne | | Titolo originale: | Adua e le compagne | | Anno: | 1960 | | Regia di: | Antonio Pietrangeli/td> | | Nazionalità: | Italia | | Durata: | 106 min. | | | | | Sceneggiatura: | Antonio Pietrangeli, Ruggero Maccari, Ettore Scola, Tullio Pinelli | | Fotografia: | Armando Nannuzzi | | Effetti: | F | | Musiche: | Piero Piccioni | | Contatti: | | | | | Cast: | Simone Signoret (Adua), Sandra Milo (Lolita), Emmanuelle Riva (Marilina), Gina Rovere (Milly), Marcello Mastroianni (Piero), Claudio Gora (Ercoli), Gianrico Tedeschi (Stefano), Domenico Modugno, Antonio Rais (Emilio), Duilio D'Amore (Frate Andrea), Valeria Fabrizi (Fosca), Gloria Gilli (Dora), Italia Marchesini (inserviente casa chiusa). | | | | | Indirizzo sito ufficiale : | | Note/Curiosità:Il restauro. Il lavoro del restauro, presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1998, ha potuto contare su una discreta qualità del negativo originale. La stampa attuale, grazie al lavoro di Vincenzo Verzini - specialista dei restauri in bianco e nero - coadiuvato dalle indicazioni del direttore della fotografia, Armando Nannuzzi, ha riportato alla luce i bianchi smaglianti e i neri profondi come la composizione ricca e complessa delle scenografie degli interni. Un lavoro particolare è stato anche eseguito sul sonoro, ripulito delle molte impurità che si erano accumulate nel tempo, senza però sterilizzare eccessivamente il rumore di fondo, difetto che l’uso delle attuali tecnologie può provocare per un eccesso di correzione.
The restoration. The restored film was first shown at the Venice Film Festival in 1998. The restoration work was helped by having a fairly decent original negative. Thanks to the work of Vincenzo Verzini - an expert in the restoration of black and white film - who was helped by suggestions from the director of photography, Armando Nannuzzi, the print we have today highlights the dazzling whites and dark blacks, as seen in the rich, complex composition of the internal scenes. A great deal of work was also done on restoring the sound, where the many impurities that had accumulated over time were cleaned away without excessively sterilising the background sounds, a defect that sometimes can be caused by modern technology producing excessive correction. | Disponibile anche in | "Per fare una sceneggiatura occorre conoscere il cinema quanto un regista" aveva scritto Pietrangeli quando aveva iniziato come critico negli anni quaranta. Difficile trovare un principio che sintetizzi meglio il senso del cinema di questo regista che era stato sceneggiatore per Lattuada e Visconti, Blasetti e Germi prima di passare dietro la macchina da presa. Nel suo cinema, spesso sottovalutato, Adua e le Compagne è uno dei titoli meno riconosciuti. Eppure, rivisto oggi, mostra qualità che è sorprendente non siano state rilevate all'epoca. La fotografia in bianco e nero di Armando Nannuzzi ha una profonda tessitura di contrasti; la costruzione dei personaggi ha la cura e la sapienza del romanzo; il soggetto, amaro ma privo di forzature melodrammatiche, illustra una condizione sociale senza mai dare l'impressione allo spettatore di voler dimostrare un assunto ideologico o di imporre un messaggio. Il film affronta un fenomeno, la prostituzione, di stringente attualità: in questo senso Adua e le Compagne non è solo un affresco sociologico e drammatico dell'Italia di quasi quarant’anni fa, ma qualcosa di più. Nella fatalità che accompagna la vita delle protagoniste non è difficile poter intravedere i riflessi di una condizione diffusissima e sempre più drammaticamente attuale. L'arte di Pietrangeli sta proprio nel rappresentarla senza scandalo o denuncia. Si mette, quasi invisibile, dalla loro parte, senza accontentarsi di descrivere con precisione il mondo che impedisce loro una vita diversa ma offrendo allo spettatore di conoscerle, prima di giudicarle o compiangerle.
When Pietrangeli began working as a film critic in the 1940s he wrote, “In order to write a script, it is necessary to know cinema like a director”. It’s difficult to find a concept that better summarises the meaning of cinema for this director, who was a scriptwriter for Lattuada, Visconti, Blasetti and Germi before moving behind the camera himself. Of all his often underrated films Adua e le Compagne is one of the least known, even though when it is seen today it shows a quality that was surprisingly not recognised when it was first released. Armando Nannuzzi’s black and white photography creates profoundly contrasting textures, while the characters are constructed with the attention and detail of a novel and the subject is bitter without ever degenerating into the excesses of melodrama, illustrating a particular social situation without ever giving the spectator the impression that it wants to make an ideological point or impose a message. The film tackles a problem, prostitution, that is pressingly modern, and in this sense Adua e le Compagne is not merely a dramatic, sociological fresco of Italy almost forty years ago, but is something much more. It is not difficult to discern the reflections of a situation, which nowadays is very common and dramatically up-to-date, in the sense of destiny that accompanies the characters. Pietrangeli’s art lies in his ability to present prostitution without reverting to scandal or accusations. He manages almost invisibly to put himself on their side without limiting himself to describing in detail the world that prevents them from leading a different life, instead offering the spectator the chance to get to know them before judging or pitying them. | | | |