Sono disponibili in formato pdf i Quaderni Didattici dell'Edizione del Novembre Stenseniano 2005 su
"Evoluzionismo e Antievoluzionismo"
Cinema
Eventi singoli
Berlin Calling | Berlin Calling |
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Venerdì 11 dicembre - ore 21.30
Domenica 13 dicembre - ore 20.30 e 22.30
Evento speciale alle ore 20.00: proiezione di (in)costante movimento di Mattia Della Puppa (Ita 2009, 26')
Un viaggio nel mondo di “Berlin Calling” tra musica, quello che resta del muro, passato, presente e futuro della nuova capitale culturale europea. Con interviste a Hanner Stöhr, Paul Kalkbrenner, Sascha Funke e Kiki
Martedì 15 e Mercoledì 16 dicembre - ore 20.30 e 22.30
BERLIN CALLING un film di Hannes Stoehr presentato in prima italiana alle Giornate del Cinema Europeo di Firenze. Dopo "Berlin is in Germany" (Berlinale 2001, Panorama Audience Award) e "One Day in Europe" (Berlinale 2005, in concorso), Hannes Stoehr realizza ancora una volta un film in grado di catturare con sensibilità e acume i sentimenti di una generazione. Con il DJ di fama internazionale Paul Kalkbrenner nel ruolo di protagonista, il regista accompagna lo spettatore in un eccitante viaggio nella musica, con tutti i suoi alti e bassi. Sinossi breve: Ickarus (Paul Kalkbrenner), famoso DJ e compositore di Berlino, si appresta a pubblicare il suo nuovo disco, che dovrebbe consacrarne il definitivo successo. Quando il disco viene rifiutato dalla casa discografica, Ickarus comincia una rapida discesa nei bassifondi di Berlino e della sua vita. Neppure la sua fidanzata Mathilde sembra riuscire a mettere un freno ai suoi continui eccessi, al punto tale da lasciarlo, per tornare con la sua ex Corinna. Intanto i problemi con la droga di Ickarus diventano sempre più opprimenti, fino a costringerlo ad un ricovero forzato in una struttura di recupero.Proprio da qui ripartirà, componendo le musiche per un nuovo disco dal titolo “Berlin Calling”, che segnerà l’inizio di una nuova tournée e, forse, di una nuova vita. Note di regia – Hannes Stöhr Di solito, i film sui musicisti parlano di qualche artista americano o inglese già morto. Che sia Jim Morrison, Charly Parker, Joe Strummer, Kurt Cobain, Brian Jones, Ian Curtis o Johnny Cash – la lotta che il musicista deve affrontare per farcela dipende sempre dal contesto e dal tempo in cui vive. In questo modo i film diventano ritratti di una società, di un modo di vivere, di un tempo storico. Ogni volta che si parla di un mito del rock, la lotta spesso autodistruttiva dell’artista diventa la metafora di una generazione, e la ribellione alla società è solitamente il tema principale. Per quanto mi riguarda, l’aspetto più interessante di questi ritratti è la dialettica “arte e follia”. Lo spettatore è attratto dallo stile di vita anticonvenzionale del protagonista. Si aspetta con crescente tensione il momento in cui l’artista perde il controllo, o per dirla in altro modo, lo si osserva mentre vola troppo vicino al sole. Non a caso i Led Zeppelin hanno usato la figura mitologica di Icaro come simbolo. Perché non raccontare per una volta la storia di un musicista tedesco? Addirittura di qualcuno ancora vivente? Perché occuparsi sempre del passato quando il presente è così interessante? Perché non fare un film su un compositore di musica elettronica? I musicisti della generazione di YouTube compongono con il computer, viaggiano per il mondo e non hanno bisogno di liriche per i loro pezzi. Vendono la loro musica su internet, cosa che li rende indipendenti dalle grandi major e fa circolare il loro nome fra gli appassionati di musica dance nel vasto, globalizzato, panorama internazionale. BERLIN CALLING non è un film biografico. Il film racconta la vita di un musicista nella Berlino di oggi. Un film sull’arte e la follia, l'ebbrezza e l’estasi, la speranza e il futuro, l’amicizia e la famiglia, la musica e la gioia di vivere e, naturalmente, sull’amore.
(in)costante movimento di Mattia Della Puppa Girato tra Berlino, Roma, Firenze e Milano, (in)costante movimento è un viaggio all’interno del mondo che ha ispirato il film Berlin Calling, raccontato da chi vive quotidianamente quel mondo. La scena della musica elettronica Berlinese è lo spunto per raccontare una storia più ampia, che parte dal passato di una città divisa per anni, passa attraverso la nascita di un movimento, per arrivare allo stasus quo di una città che è diventata, forse suo malgrado, riferimento culturale per l’Europa di oggi. Una città che muove le nuove tendenze, artistiche, musicali, culturali e architettoniche, ma che sembra non riuscire a fermarsi. In costante movimento, quindi. Il movimento di una città, di una tendenza culturale, di una scena musicale. Un movimento quasi involontario e per questo sincopato, incostante appunto. Come la musica, come la storia di una città inafferrabile. NOTE DI REGIA Una mattina d'agosto io e Giulia abbiamo preso un aereo e siamo andati a Berlino. Presto, tipo alle sette del mattino. Li ci aspettavano Riccardo, Gilberto e Meri. Dopo qualche giorno ci ha raggiunto anche Melissa. Dovevamo intervistare Paul Kalkbrenner e Hannes Stöhr: per il film, naturalmente. Li abbiamo incontrati e abbiamo parlato di tante cose: del film, ma anche della musica e del muro. Mentre parlavamo fuori c'era Berlino, e questo già basterebbe. Con una videocamera e due cineprese Super 8 (di cui una acquistata in loco) abbiamo filmato la città, o almeno quello che ci sembrava in quel momento. Poi siamo tornati in Italia e ci siamo accorti che ci mancava parlare con Hannes e Paul della musica e del muro. Così ce ne siamo andati a Firenze con Hannes e a Roma con Paul. E grazie a loro abbiamo conosciuto anche Sascha e Kiki a Milano. (in)costante movimento è il tentativo di raccontarvi quelle conversazioni che ci sono piaciute tanto tanto. Una sorta di viaggio strano tra la techno, un film che si chiama Berlin Calling e quello che resta del muro. Mattia |
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